Alessandro Dal Lago
Eroi di carta
il caso Gomorra e altre epopee
2010 pp.160 18,00 €
Gomorra è uno dei casi più clamorosi di bestseller globale degli ultimi decenni, ma è anche molto di più. Dal Lago decostruisce i meccanismi che hanno fatto di Gomorra uno straordinario successo editoriale e del suo autore un esempio di eroismo civico.
Da quando è stato minacciato dalla camorra, Saviano è circonfuso da un alone di eroismo che si riverbera sul libro. Ne consegue la difficoltà estrema di leggerlo criticamente.
In questo saggio, Dal Lago cerca di venire a capo del fenomeno Saviano-Gomorra, analizzando esclusivamente ciò che l’autore ha scritto, senza entrare nel merito del gossip che inevitabilmente accompagna un successo letterario planetario.
Il caso Saviano è un esempio di costruzione letteraria che assolve una certa funzione, in fondo consolatoria e rassicurante, in un mondo in cui il conflitto politico è stato sostituito dalle contrapposizioni morali o moralistiche.
La critica è una questione morale.
(Walter Benjamin)
Parlo agli studenti dei rapporti tra letteratura e media. Spiego come dal mio punto di vista (insegno sociologia della cultura) un libro, e soprattutto di fiction, sia un prodotto che si può e si deve analizzare anche nei suoi aspetti mediali e commerciali. La scrittura rientra in una dimensione comunicativa a cui solitamente il pubblico non pensa quando compra il libro e magari lo legge. Consideriamo il caso di Gomorra, continuo. Come spiegare il sensazionale successo mondiale del libro e il ruolo pubblico del suo autore senza chiamare in causa quei meccanismi? Uno studente alza la mano. “Non si metterà anche lei a crocifiggere Saviano?”, mi chiede. “Un momento”, rispondo, “chi lo crocifigge, a parte ovviamente i camorristi? A me sembra che esista un movimento d’opinione unanime a suo favore. D’altra parte, lo stesso Saviano ha dichiarato di muoversi a suo agio nei media e anzi di volere lanciare una moda”. E leggo il passo di un articolo su una manifestazione anticamorra a cui ha partecipato lo scrittore:
Saviano ha scelto di parlare a lungo e con cruda chiarezza. Lui stesso si è definito una “operazione mediatica”, nata e portata avanti perché si conoscano gli orrori della camorra e si capisca che riguardano tutti. Il suo “sogno” è che la lotta alla criminalità organizzata diventi una vera e propria moda. È quello che “i grandi editori, le televisioni, trovassero un punto comune, anche conveniente. Perché non creare una moda?”
“Saviano ha perfettamente ragione”, interviene un altro studente, “così la camorra si può combattere sul serio”. Non nascondo il mio disaccordo. C’è qualcosa che non mi convince in tutta questa storia. Non credo affatto che la criminalità organizzata si combatta così, a colpi di moda. E, visto che siamo in tema, aggiungo che ho trovato poche discussioni veramente approfondite di Gomorra e pochissime critiche articolate. Per lo più entusiasmi, incensamenti e, all’opposto, maldicenze. In ogni modo, se si pensa ai recensori di mezzo mondo per i quali Gomorra è un capolavoro, alla mobilitazione dei premi Nobel in favore di Saviano e alla grancassa dei media (articoli incessanti, apparizioni dello scrittore in televisione), è evidente che siamo davanti a una bolla comunicativa senza precedenti. Non vi sembra il caso, concludo, che tutto questo meriti un’analisi approfondita? Gli studenti non sembrano molto convinti. A questo punto mi viene in mente di saggiare le loro conoscenze letterarie: su cinquanta presenti, dieci dichiarano di aver letto Gomorra. Solo un paio sa citarmi i titoli di un libro di Kafka e di Tolstoj...