Scacco al maratoneta - Un brano
Copertina
Pagano Flavio
Scacco al maratoneta
prefazione di A. C. Paone

2008 pp.152 14,00 €

Doping, sudore e sogni nella leggendaria avventura di Dorando Pietri. Cosa può accadere se un piccolo pasticciere veloce come il vento, l’inventore di Sherlock Holmes e un indiano della tribù Onondaga si incontrano sul percorso di una maratona olimpica? Di tutto. Questo racconto ricostruisce metro per metro, goccia di sudore per goccia di sudore una sfida dove, nella più entusiasmante disciplina olimpica, campioni leggendari si affrontano in una lotta silenziosa, solitaria e spietata come una partita a scacchi. Perché la maratona è una gara infinita con se stessi prima che con gli avversari, dove ognuno deve saper costruire la propria strada, che sarà imprevedibile come il cammino stesso della vita.


Prefazione.







Non mi sono mai piaciute le cose troppo brevi.
A sentir parlare di scatti, sveltine, botte e via, guerre lampo, ho sempre storto il naso. La rapidità toglie il gusto di assaporarle, le cose.
E poi consente di barare. Diffidate di chi vuol far tutto in fretta e furia, c’è sotto qualcosa. Per questo, nella vita, mi piacciono i fondisti.
È sul lungo periodo che si vede il valore, che affiorano le doti, se ci sono. Si tratti di resistenza fisica, o di carattere, è alla distanza che vengono fuori.
Ecco perché nutro profondo rispetto e ammirazione per i maratoneti.
Si misurano su oltre 42 chilometri, altro che 100 metri, con tutto il rispetto. E faticano, soffrono, cadono, guardandoli si capisce perché Filippide, involontario inventore della specialità, ci rimise la pelle.
Inoltre, sarà demagogico, ma la maratona resta disciplina aperta a tutti, povera per definizione.
Non serve nulla di speciale per allenarsi, nemmeno lo stadio per ospitarla. Si corre per le strade, qualche volta, è noto, a piedi nudi.
In fondo è una perenne citazione dell’alba dell’uomo, quando correre era tutto: scappare, inseguire, significava sopravvivere.
Sarà per la sua naïveté, ma è anche lo sport olimpico dove sono successe le cose più strane, surreali o addirittura comiche.
La maratona produce eccentrici, pazzoidi, esibizionisti, così come record, eroi e martiri.
Questo libro racconta anche di una gara vinta da una coppia di atleti arrivati al traguardo mano nella mano. Poi scoprirete perché.
Ma è giusto sappiate subito che, pagina dopo pagina, strabuzzerete gli occhi per lo stupore, e sorriderete spesso per il divertimento.
Perché correre a perdifiato inseguiti dagli avversari, dal tempo e dalle aspettative proprie e altrui, è la situazione limite che più limite non si può, e tutti, chi più chi meno, finiscono per dare in quelle circostanze immancabilmente il meglio o il peggio di sé.
Insomma, non c’è forma o finzione che resista di fronte allo sforzo sovrumano della maratona.
È tutto vero, e come nella vita c’è modo e tempo di rimediare agli sbagli, di capire gli altri, di conoscere sé stessi e i propri limiti.
Ancora una volta, dobbiamo dirlo, i greci antichi avevano già capito tutto.
Buona lettura,

Alessandro Cecchi Paone



Manifestolibri P.Iva 04388021000 - Realizzato da Centro Studi Airone