Spinoza e la politica - Un brano
Copertina
Balibar Etienne
Spinoza e la politica


1996 pp.144 9,50 €

Questo libro vuol essere una introduzione alla filosofia di Spinoza - intesa come un'ontologia e un'etica della comunicazione - a partire dal rapporto intrinseco che essa intrattiene con la politica. Balibar riflette sulla collocazione storica di Spinoza e ne esamina le opere principali (il Trattato teologico-politico, il Trattato politico e l'Etica) valorizzando quei motivi, come l'idea di democrazia o il rapporto tra ragione e immaginazione, che rendono lo spinozismo un sistema di pensiero ad un tempo classico ed attuale.


Prefazione

"Non pretendo di aver trovato la filosofia migliore, ma so di aver conoscenza di quella vera [...] poiché il vero è marchio a se stesso ed è anche il marchio del falso"
Spinoza, Lettera LXXVI a D. Burgh

"Era un uomo che non amava la costrizione della coscienza ed era grande nemico della dissimulazione"
Bayle, articolo "Spinoza" del Dizionario

Spinoza e la politica: quale paradosso a prima vista in questa semplice formulazione! Se la politica appartiene all'ordine della storia, ecco un filosofo il cui sistema si presenta tutto come lo sviluppo dell'idea che conoscere è conoscere Dio e che "Dio è la natura" stessa. Se la politica appartiene all'ordine della passione, ecco un filosofo che si propone di conoscere (intelligere) i desideri e le azioni degli uomini "alla maniera dei Geometri [...] come se si trattasse di questione di linee, di superfici e di corpi" (Etica, prefazione alla III parte). Se la politica è prendere posizione sulle questioni attuali, ecco un filosofo per il quale la saggezza e il bene sovrano consistono nel concepire tutte le cose singole "dal punto di visto dell'eternità" (sub aeternitatis specie) (Etica, V parte). Che cosa potrebbe dirci della politica che non sia pura speculazione?
Egli stesso, tuttavia, non ha scorto contraddizione alcuna nella combinazione di intelligenza e convinzione, concetto e pratica. Come scrive infatti all'inizio del suo Trattato politico, si propone di giungere "alle conclusioni che meglio si accordano con la pratica", deducendole "dalla condizione stessa della natura umana [...] con la stessa libertà d'animo con la quale sogliamo addentrarci nello studio delle scienze matematiche" e perciò di conoscere (intelligere) i comportamenti umani attraverso le loro cause necessarie, "invece di deriderli, compiangerli e detestarli" (cap. I). E la prima grande opera della sua maturità, il Trattato teologico-politico, era stato un libro di lotta, un manifesto filosofico e politico, in cui, d'altra parte, non sarebbe difficile trovare qualche accento di ironia o d'inquietudine, se non di condanna. E' vero che più d'un lettore attento ha creduto di poterne concludere che Spinoza non era stato capace di rimaner fedele alle sue intenzioni, o, ancora, che il primato che egli riconosceva al concetto era in realtà per lui una maschera per passioni troppo umane...
In questo volumetto mi ispiro a questa difficoltà classica per proporre un'esperienza: introdurre alla filosofia di Spinoza a partire dai problemi della sua politica, cercando la loro unità. Questa introduzione si presenterà come un percorso di letture e discussioni attraverso le tre opere principali sopra menzionate.


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