Critica e sistema


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Un libro che riapre il dibattito teorico sul marxismo, a partire dai suoi inizi: dagli anni di formazione e fino al Manifesto del partito comunista. Marx era un filosofo, per formazione ed elezione. Il rapporto fra filosofia e critica e fra critica e politica è al centro del saggio, che ricostruisce la teoria del comunismo e denuncia le ragioni di fondo che ne determinarono la degenerazione totalitaria.

Il nodo teorico è individuato nella tensione fra dialettica e ontologia. Da una parte l’hegelismo del giovane Marx, sottoposto a critica ma mai davvero superato, dall’altra le resistenti suggestioni dell’ontologia, eredità di una articolata frequentazione della filosofia greca. Un nodo non sciolto, che avrebbe segnato la teoria e la pratica politica di Marx e del movimento che da lui prese le mosse.

La seconda parte del libro ripercorre centocinquanta anni di marxismo teorico, da Labriola e Sorel fino ad Althusser e Lukács (e Žižek), ricostruendo per scansioni e problemi una vicenda teorica e politica imprescindibile per l’auto-coscienza del nostro tempo.



 

Fabio Vander (Roma, 1958) laureato in filosofia con Gennaro Sasso e in scienze politiche con Pietro Scoppola, lavora presso il Senato della Repubblica. Fra i suoi libri filosofici: Metafisica della guerra (Milano, 1995); Contraddizione e divenire (Milano, 2005); Relatività e fondamento (Milano 2011); Ortologia della contraddizione (Roma, 2015).

  • Anno 2017
  • Autore Fabio Vander
  • Formato 14,5x21
  • ISBN 9788872858738
  • Pagine 368
  • Sottotitolo Filosofia del giovane Marx

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