Funerali di stato


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Un processo mozzafiato, che ci ha recato in dono l'anacronismo di un nuovo stato nazionale. In questa secca constatazione Thomas Schmid riassume l'esito degli eventi, delle scelte politiche e dei comportamenti sociali che, in un brevissimo arco di tempo, hanno condotto alla dissoluzione della Repubblica democratica tedesca («Un vecchio paese custodito dal socialismo», «Una comunità al limite del surreale», la definisce l'autore) alla riunificazione della Germania. Un problema, che per quarant'anni era stato eluso si avviava tumultuosamente a una soluzione senza sfumature e senza forti legami con la nuova dimensione europea, sacrificando nei tempi e nei modi dell'unificazione la nascente società civile della ex RDT, un paese «che per quarant'anni non è stato né una vera repubblica, né una democrazia, ma a suo modo genuinamente tedesco». Ma la Germania di Ulbricht e Honecker non è stata l'unica realtà a perire con la fine dell'ordine postbellico in Europa. Con essa scompariva anche «il durevole ordinamento provvisorio, diventato discretamente democratico, della Repubblica federale tedesca». Troppo spesso si è dimenticato che la scomparsa del blocco socialista non avrebbe lasciato uguale a se stesso il campo occidentale. Si impone dunque una domanda, cruciale per la realtà tedesca, ma inquietante anche per il resto d'Europa: fino a che punto le società occidentali sono in grado di salvaguardare e sviluppare il proprio patrimonio di democrazia e la propria articolazione sociale di fronte ai compiti e alle contraddizioni di una situazione interamente mutata? Come si spiega altrimenti l'ondata di violenza xenofoba che ha investito la società tedesca dopo la riunificazione? Qualcuno comincia a chiedersi se la rassegnazione, l'opportunismo e i sordi rancori che per decenni hanno covato sotto la retorica dei regimi socialisti, e che le classi politiche occidentali non hanno esitato a trasformare in strumenti del proprio consenso, non siano tali da minacciare quelle qualità democratiche che le società civili dell'Occidente avevano saputo conquistarsi al prezzo di aspri conflitti. Questo libro non è stato scritto dal punto di vista, enfatizzato in questi anni fino alla nausea, del «trionfo dell'Occidente» ma dal punto di vista di una società civile consapevole della sua articolazione e della sua ricchezza conflittuale che si vede esposta alla pretesa «ineluttabilità degli eventi» e a una difesa a oltranza dello «stato nazionale». A questo ordine di riflessioni, più che alla cronaca degli avvenimenti intertedeschi, è dedicato il lavoro di Thomas Schmid. E la Germania rappresenta certamente il luogo in cui questa partita è destinata a giocarsi nella forma più diretta e immediata.

  • Autore Schmid Thomas
  • Anno 1991
  • Formato 14,5x21
  • Pagine 164
  • ISBN 88-7285-006-1

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