La manifestolibri riprende il suo cammino

mag 26th, 2015 | Categoria: Editoriale

1-editore1La manifestolibri riprende il suo cammino in un momento che sembra costituire una “linea nodale” della storia: in cui l’ordine simbolico che ci ha accompagnato nel Novecento, a partire dal secondo dopoguerra, mostra in modo ormai evidente segni di sgretolamento, mentre ancora non è ben chiaro cosa si appresti a sostituirlo.

Certo è che tutte le forme di democrazia rappresentativa e parlamentare, col loro apparato di partiti, sindacati e forme di delega, appaiono prive di qualsiasi vitalità e destinate a diventare del tutto quello che in parte sono sempre state: puro spettacolo. Se fino agli anni Settanta del secolo scorso esse conservavano qualche margine di autonomia e di decisione, oggi lasciano il posto al dominio sempre più diretto dell’economia. I poteri decisionali sono evidentemente altrove, in gran parte esercitati da organismi finanziari internazionali, per i quali le procedure democratiche sono ormai poco più che una fastidiosa lungaggine.

Il regime politico che sta sostituendo quello democratico viene definito come “populismo” (o autoritarismo postdemocratico), anche se nessuno sa poi veramente dire di cosa si tratti, se non in modo giornalistico e banalizzato. Analizzare invece con precisione storica e teorica questi termini e queste realtà è un compito decisivo.

Comprendere davvero le nuove forme della politica e dei poteri decisionali che stanno dietro di esse è il primo compito del pensiero critico (e dunque della manifestolibri). Non ci rassegnamo all’alternativa democrazia spettacolare- populismo: insistiamo a cercare forme di un Comune ancora da definire e da inventare, ma di cui esistono accenni e germi nella stessa poco felice quotidianità che ci troviamo a vivere (e certo non dimenticando gli aspetti più eretici e libertari della tradizione socialista e comunista, che non vanno buttati a mare insieme ai fallimenti storici del Novecento). Da questo punto vista affronteremo le insorgenze di movimento e le nuove forme di aggregazione e organizzazione politica che cominciano a svilupparsi in Europa. L’Europa è la dimensione nella quale sviluppare riflessione politica, prospettiva culturale, visione storica, come del resto nella tradizione della casa editrice.

Cercheremo di trovare, di estrarre e di leggere queste tracce sparse nella “vita quotidiana”: vogliamo tentare di narrare la società, scovando e privilegiando i dettagli che contengono possibili inesplorati. Vogliamo immaginare un’altra città, un altro essere urbano, facendolo uscire dalla latenza e dall’invisibilità. Ci occuperemo di cinema, nella convinzione che esso occupi oggi lo stesso ruolo che l’architettura occupava quando Benjamin scriveva il suo Parigi, capitale del XIX secolo: sia cioè un deposito di immagini di sogno del collettivo da decifrare, e di cui comprendere la dialettica reale.

Non smetteremo, è ovvio, di proporre gli elementi più critici e libertari del marxismo, della critica dell’economia politica: cercando di sviluppare un interesse forse sottovalutato in passato e cioè quello per la formazione della soggettività e del suo intreccio con l’essere sociale: il che vuol dire in primo luogo compiere una riflessione su cosa ne è oggi della psicoanalisi. La critica della violenza nelle sue varie forme –lo stalking, lo sfruttamento e le nuove forme di assoggettamento del lavoro, l’odio per il diverso e l’estraneo, il razzismo- sarà il nostro orizzonte di riferimento. Nella convinzione che il crollo di un ordine simbolico –come quello cui stiamo assistendo- permette l’esplosione di orrori incontrollati, come il fondamentalismo e le guerre più o meno umanitarie che dovrebbero contenerlo: ma anche l’insorgenza di un nuovo desiderio di essere, che dobbiamo in ogni modo articolare e immaginare, nell’individuale
e nel sociale. Perché la paura sia sconfitta e il diritto di resistenza sia riconosciuto.

Questi temi li affronteremo nei libri che saranno pubblicati: ma anche in questo sito, con editoriali che saranno rinnovati con una certa frequenza, e –speriamo- con le vostre proposte e i vostri commenti.

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