L’editore diffuso

mag 26th, 2015 | Categoria: Editoriale, Mercato editoriale

1 editore

Care lettrici/i
Finalmente dopo due anni di tumultuose fatiche, che hanno coinvolto il manifesto e di conseguenza la sua casa editrice, torna la “nuova” manifestolibri”. Giovane nelle intenzioni e nei progetti, ma completa del suo storico bagaglio di titoli e di collaboratori.
Quello che vi chiediamo è: vale la pena di insistere in una proposta editoriale che non trova spazio neppure nelle già scarse librerie del passato?
Ha senso investire tanto lavoro a rendita zero (ricercatori, scrittori, redattori, attivisti), per alimentare laboratori del sapere in un paese che, se prima leggeva poco, ora sembra non leggere affatto?
È possibile ritrovare la capacità di stimolare nuova attenzione?
Noi siamo convinti di sì. Il nostro impegno politico ci spinge a farlo. Vogliamo contribuire con informazioni e strumenti più puntuali alle questioni che ci stanno comunemente a cuore. Ma, soprattutto, vogliamo contrastare quella astenia sociale provocata dalla disillusione e dalla solitudine in cui da troppo ormai traghettiamo la nostra sopravvivenza materiale e intellettuale. Crediamo che lo tsunami populista che ci sta travolgendo si alimenti anche di questa “stanchezza”, dell’abbandono dei nostri desideri e ideali, della nostra idea “esagerata” di democrazia che l’ha resa troppo esposta agli attacchi dei suoi nemici.
Siamo fin troppo consapevoli di quanto sia difficile infrangere le vischiose pareti del Palazzo, o di condizionarne le dinamiche. Ma proprio non ci va giù che le migliori istanze della nostra società continuino ad essere derubricate ad “affarucci sporchi lavati in famiglia”.
Allora abbiamo pensato: continuare è un dovere, ma come rendere questo lavoro più inclusivo e coinvolgente?
Il modo di fare editoria sta cambiando: strumenti più veloci e fruibili della carta, scritti più brevi, con la necessità di giungere rapidamente al cuore della storia. Delle tante storie che coinvolgono le nostre vite. Accanto alle case editrici tradizionali, si sono affermate nuove forme di comunicazione che rappresentano il pensiero del singolo individuo e la sua tipicità. Ma cosa deve essere oggi una casa editrice? La risposta è lì nella sua semplicità: una Casa, un luogo di condivisione e, perché no, di conflitto. Per far questo, allora sì che la tecnologia (quel “mostro” accusato di aver provocato il fallimento di ogni iniziativa cartacea) ci aiuta. Come farlo? Non sarà semplice ma forniremo alcuni – pochi – piccoli strumenti. Il resto lo vorremmo costruire con voi. Quello che abbiamo in mente è una casa editrice diffusa, un bene comune da costruire e da spendere insieme. L’obiettivo è la vostra partecipazione: vorremmo arrivare a costituire un comitato di lettrici/i cui sottoporre i nostri programmi e progetti e dai quali ottenere stimoli e idee. Vogliamo parlare con voi.
Un editore diffuso, per rideclinare il concetto lanciato con l’albergo diffuso, si sviluppa sul territorio con un’unica redazione che fa anche da “ufficio stampa” per le piccole ma impegnate realtà locali.
L’editore diffuso potrà, dunque, rappresentare sia un modello di progettualità originale che un modello di sviluppo culturale condiviso. Ma l’Editore diffuso è anche un puntello culturale della società per contenere lo strapotere del mercato (il libro non è una merce).
In estrema sintesi si tratta di una proposta concepita per rendere pubblica (o pubblicabile) l’istanza che nasce dalle esperienza di vita privata e pubblica di una persona – sia essa un attivista o un insegnante, piuttosto che un artigiano o un intellettuale – di un lettore insomma, potendo contare su tutta la filiera del libro: dalla valutazione della proposta o della suggestione alla costruzione del progetto o del singolo volume, fino alla sua realizzazione e diffusione. Utilizzando gli spazi comuni che offre la rete (internet e social) per lanciare le proprie idee e per vederle valutate e realizzate. Il luogo per tutto questo è la casa editrice.
Per partecipare a una casa editrice diffusa, infatti, non è necessario scrivere niente, è sufficiente recuperare e mettere in rete quello che esiste già e stimolare iniziative che coinvolgono le più diverse realtà politiche e sociali presenti e attive nel nostro paese. Quindi, un editore diffuso può diventare un “presidio” organizzando i lettori, che diventano così presenza essenziale nella costruzione del percorso/progetto editoriale, in un comitato di redazione diffuso, appunto, con cui scambiare idee, suggestioni, progetti.
Penserete: ora arriveranno fiumi di proposte. Lo speriamo. Non proponeteci romanzi, però, perché di quelli non saremmo in condizione di occuparci.
La partecipazione e il confronto saranno possibili, per ora, su ognuno del blog che lanceremo su queste pagine e che costituiscono le tracce, i laboratori diciamo, sui quali la redazione sarà più concentrata. I primi sono pensati in maniera da bilanciare approfondimento politico e filosofico, con temi riguardanti il nostro vivere comune e la società civile.
Ecco, in sintesi, in cosa consisterà questa nuova avventura. Speriamo di essere in tanti.

Simona Bonsignori

Condividi:
facebooktwitterfacebooktwitter

Seguici su:
facebooktwitteryoutubefacebooktwitteryoutube

I commenti sono chiusi

transfer services from civitavecchia onoranze funebri roma