Da oggi nelle librerie il libro di Federico Tomasello: “La violenza”. Saggio sulle frontiere del politico.

ott 29th, 2015 | Categoria: Editoriale, Primo Piano

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Ogni epoca ha i suoi tabù. Uno dei principali del nostro tempo è costituito da una sottintesa quanto generale ‘interdizione’ a interrogare il fenomeno della violenza, nome generico in grado di designare un’amplissima fenomenologia, una vasta pluralità di fatti, avvenimenti, comportamenti. Anche in ragione della vicenda storica italiana recente, la parola ‘violenza’ è venuta a costituire una sorta di frontiera teorica invalicabile, che perimetra un ambito in cui la riflessione è inibita, secondo una regola – tacita quanto ferrea – condivisa da tutta la compagine politica e dell’informazione. E tuttavia, nella violenza risiede il segreto ultimo ed essenziale della politica, che nasce proprio per limitarla, per escluderla dalle relazioni interindividuali monopolizzandone l’esercizio legittimo nelle mani dell’apparato coercitivo dello Stato. Proprio per questo, la rimozione del tema della violenza dal dibattito pubblico è un’imposizione tanto stringente quanto inopportuna, e appare urgente la necessità di superare questo tabù ricominciando a indagare i fondamenti pratici e teorici della violenza, a interrogarne le molte forme che attraversano le società contemporanee. Il saggio di Federico Tomasello mira esattamente a rompere questa interdizione della parola e del pensiero per tornare a riconoscere il disordine della violenza, del conflitto, dell’antagonismo come la radice a partire da cui si definisce il campo del politico. Di qui scaturisce un’indagine in profondità di alcune forme di violenza che attraversano il nostro tempo fino a toccarne i nervi più profondi, e la cui analisi incarna un’interrogazione radicale su quelle frontiere che definiscono il campo di ciò che oggi chiamiamo ‘politica’.

Il libro esce nel decimo anniversario della rivolta delle banlieues francesi, assunta come rappresentazione emblematica delle forme di violenza al centro dell’indagine. Le principali interpretazioni di quell’evento vengono ricostruite e messe a confronto con quelle dell’ondata di riots britannici del 2011 allo scopo di elaborare chiavi di lettura comuni di fenomeni che sembrano radicarsi nella nostra epoca – ivi comprese le scene di ordinaria violenza intorno agli stadi italiani. Disordini che sfidano le tradizionali logiche di analisi dei conflitti, mettendo in questione le concezioni del politico contemporaneo e delle sue «frontiere», testimoniando al tempo stesso il tramonto del vecchio mondo e la mancanza di categorie adeguate a nominare quello nuovo. L’indagine di questi fenomeni contemporanei e degli studi sul tema viene poggiata sullo sfondo delle interpretazioni della violenza articolate nel secolo scorso da autori come Sorel, Benjamin, Popitz, Arendt, Sofsky, Foucault. E l’argomento è poi sviluppato richiamando le letture propostane da alcuni protagonisti dell’attuale dibattito internazionale e legandolo al campo degli studi urbani. Il testo si propone dunque sia come aggiornamento dell’odierna comprensione teorico-politica della problematica della violenza, sia come un’indagine – inedita in Italia – su nuove forme di violenza proprie ai territori metropolitani contemporanei.

Federico Tomasello è dottore di ricerca in Storia del pensiero politico presso l’Università di Bologna, con cui collabora. È inoltre membro della redazione di «Scienza&Politica», di quella del sito «euronomade.info», e blogger di «Huffington Post Italia».

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